Psoriasi e Morbo di Chron: due patologie, un solo trait d’union.

Il denominatore comune di queste due patologie cosi distanti tra loro per insorgenza e profilassi è rappresentato dal fattore immunitario,unico responsabile per entrambi gli stati infiammatori ed il loro  divenire cronici. Pensiamo ad un calciatore che fa autogol…ecco, il termine di comparazione è lo stesso; dal momento che il sistema immunitario è in deficit, è come se indirizzasse  il bersaglio verso se stesso.

Fortunatamente, una buona parte della ricerca medica copre gli studi sulle  malattie autoimmuni, presentando   risultati sempre aggiornati si è evidenziato  che  una patologia  già presente tenderà a trascinare con se altre forme  infiammatorie e  tipologie di immunodeficienza completamente opposte alla primaria. Non rimarrà mai isolata  e i più esposti al rischio sarebbero chi soffre di   Psoriasi, Morbo di Chron e spondiloartriti, presenti ed associati su un paziente su quattro.

Il Dott. Fabrizio Conti, associato di reumatologia all’Università La Sapienza di Roma, ci informa  alla luce delle malattie reumatiche sistemiche, il perché si necessiti  di una verifica sul paziente che copra a  360° il suo stato di salute ed in questi casi, i controlli incrociati vengono effettuati da reumatologi, dermatologi e gastroenterologi, poiché nei pazienti già  affetti da Psoriasi, il rischio che possano contrarre più facilmente infiammazioni croniche intestinali quale  il Morbo di Chron è superiore di quattro volte rispetto a chi non ne è affetto.

Un’altra preziosa testimonianza a riguardo, ci arriva da Professor Giampiero Girolomomi, Direttore dell’unità operativa complessa di Dermatologia, dell’ azienda ospedaliero-universitaria di Verona e coordinatore del Corso dedicato alla gestione multidisciplinare delle malattie infiammatorie, dove uno studio effettuato su otto milioni di malati di Psoriasi, confrontato con quelli di persone sane, ha rivelato il collegamento presente fra queste patologie.

Farmaco e cure

Maurizio Vecchi, direttore presso l’unità operativa complessa di gastroenterologia ed endoscopia dell’Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, afferma che un paziente su dieci, già affetto da malattie croniche intestinali, solitamente soffre anche  di artrite e quindi, l’uso di nuovi farmaci biologici, ed un buon screen del paziente sullo spessore dello  stato infiammatorio, consente l’uso di un solo farmaco appannaggio del fattore di necrosi tumorale ( anticorpo monoclonale) per avere risposte reattive allo stato di malattie concomitanti.