Patatine surgelate, buone ma per la salute esagerate…

Credo che le patatine fritte siano il cibo più ambito da grandi e piccini…anche perché mangiarle, per noi adulti equivale a fare un tuffo nel passato, nella nostra infanzia, i vecchi sapori hanno il potere di farci fare un passo indietro  nella memoria ma, c’è un ma eh si, purtroppo anche se aprire una busta di patatine e friggerle in olio bollente ci fa risparmiare tanto tempo per la preparazione, secondo l American Chemical Society , tutti i cibi “pre” e pronti da friggere, sono potenzialmente dannosi, poiché le sostanze chimiche che per reazione si sviluppano a causa del processo adottato per il loro mantenimento da crudi, siano cancerogene e questo è il caso delle patatine fritte dove ad attribuire questo processo sembra sia  l’ acrilamide, sostanza che raddoppia il suo effetto dannoso   naturalmente, durante la cottura dei cibi e che aumenta il suo potere cancerogeno proprio “grazie” alla doppia fase di frittura delle patatine. L’acrilamide è  un rivestimento della patata, una sostanza naturalmente presente in essa  ma con un solo passaggio di frittura a casa, il pericolo che si sviluppi fino a diventare cancerogena, si abbassa di molto, quindi  comprarle e prepararle personalmente è il consiglio da seguire. Il rivestimento copre circa il 6% del prodotto finale e una volta sciolto quando lo andiamo ad ingerire… il danno fatto non è irrilevante per noi e per la salute dei bambini e si sa, per loro la patatina fritta è come la ciliegia…una tira l’altra.

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