Perché vogliono abolire l’ora legale

Ogni anno cambiamo l’ora almeno due volte. Ora solare e ora legale si danno il cambio nel corso delle stagioni: per alcuni Paesi europei però questa potrebbe essere l’ultima volta che vengono spostate le lancette. Perchè vogliono abolire l’ora legale?

Nella notte fra il 24 e il 25 ottobre di quest’anno, tutti noi sposteremo le lancette indietro di un’ora. Le porteremo invece avanti di un’ora il prossimo 29 marzo, con l’arrivo dell’ora legale.

Quando è stata introdotta l’ora legale? Un tuffo nel passato

L’ora legale è apparsa per la prima volta nel 1916 in Gran Bretagna e da quel momento in poi tutta l’Europa ha adottato l’abitudine di cambiare orario l’ultima domenica di marzo. L’ora solare invece viene adottata l’ultima domenica di ottobre. La prima proposta in realtà è stata avanzata da Benjamin Franklin nel 1784: nel suo saggio Un progetto economico per diminuire il costo della luce, ha evidenziato come spostare le lancette avanti e indietro avrebbe permesso di ottimizzare il dispendio energetico.

Secondo una stima del 2017, in Italia si sono risparmiati circa 600 milioni di kw/ora e quasi 100 milioni di euro. A seconda dello Stato preso in considerazione, ci possono essere tuttavia delle grosse variazioni. Per esempio nei Paesi del Nord Europa l’ora legale ha un impatto energetico inferiore, perchè durante l’estate ci sono più ore di luce rispetto al resto del mondo.

Perchè vogliono abolire l’ora legale

Il 2021 potrebbe essere per molti Paesi europei il primo anno senza la presenza dell’ora legale. Il Parlamento europeo infatti ha accettato che ogni Stato possa decidere in via autonoma se adottare il cambio dell’ora oppure no. Italia, Grecia, Francia e Spagna continuano ad essere a favore dell’ora legale, mentre Finlandia e Svezia puntano sulla sua abolizione.

In Finlandia in particolare il sole sorge prima delle 4 del mattino e tramonta verso le 23. Per questo sarebbe inutile per questo Paese adottare l’ora legale, visto che il risparmio energetico sarebbe davvero esiguo.