Quanto dura il calore nella gatta? Ecco perché sterilizzarla

Hai una gatta femmina che ha iniziato a miagolare molto più forte e più a lungo di prima? Potrebbe aver raggiunto il suo primo calore. Il calore è il periodo della vita della gatta in cui questa è fertile e può essere ingravidata per avere dei cuccioli. Vivere al meglio questo periodo è molto importante: sia per il padrone che per la gatta. Ricordate che la maturità sessuale nei gatti arriva molto presto. Già a sei mesi di età le gattine possono essere in grado di accoppiarsi e riprodursi.

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Quanto dura il calore nella gatta? Ecco perché sterilizzarla

Conoscere il meccanismo di riproduzione delle gatte è fondamentale per capire cosa sta succedendo. La prima cosa da sapere è che il calore felino produce un ciclo estrale, e non mestruale come per le donne umane o canine. Questo significa che la gatta non avrà perdite ematiche evidenti che vi faranno capire che sta iniziando il periodo della sua fertilità, e questo potrebbe essere un problema nel riconoscere se la micia in un certo momento è davvero fertile oppure no. La gatta poi ha un’ovulazione indotta, e l’induzione arriva proprio dall’accoppiamento: non ovula spontaneamente ogni mese come le umane oppure ogni sei come le cagnoline.

Il calore può durare da un minimo di un mese, con brevi interruzioni della fertilità, oppure essere continuativo, a seconda dello stile di vita della micia. Una gatta abituata a vivere in casa può manifestare un calore prolungato, mentre una che vive all’esterno manifesta calore in primavera, estate e primi dell’autunno. Ci sono casi in cui la luce artificiale o quella tropicale (cioè con un esposizione solare di più di 12 ore) mantengono la produzione ormonale stabile e la gatta può vivere in uno stato di calore costante. Questo tipo di calore va avanti per gran parte del periodo temperato dell’anno, salvo interrompersi d’inverno proprio per la mancanza del sole. In caso di accoppiamento, la natura corporea del maschio e della femmina fanno in modo che la meccanica dello stesso accoppiamento abbia praticamente la certezza che la gattina venga fecondata e che tutto vada a buon fine, ovvero che si arrivi alla gestazione.

Il comportamento della micia in calore cambia, ma cambia soprattutto la presenza di gatti maschi nel circondario! Nel territorio di una gatta in calore inizieranno a comparire gatti maschi che proveranno a “chiamare” la gatta con delle vere e proprie serenate di miagolii. Non è raro che i maschi si azzuffino per essere gli unici presenti nel territorio di una gatta in calore. Questo potrebbe portarvi a passare notti insonni e… a causarne nel vicinato.
Nei confronti del padrone, o della padrona, la micia in calore vorrà giocare più spesso, farà molte più fusa, avrà propensione ad alzare la coda ed aprire le zampe quando la gratterete sulla schiena.

Bisogna però tenere presente che il calore, per la gatta, è spesso molto doloroso sia fisicamente che psicologicamente. La gatta vive cambi di umore costanti e può avere reazioni spiacevoli involontarie. La soluzione migliore per alleviare il suo costante fastidio è sicuramente la sterilizzazione. Dopo l’intervento di chiusura delle ovaie, la gatta non avrà più calore, e non sarà più in grado di riprodursi. La sterilizzazione della gatta è oggi un’operazione di routine con una convalescenza molto limitata. Risolve diversi problemi sia presenti che futuri della micia, e soprattutto evita gravidanze indesiderate.

Negli ultimi anni sono moltissime le campagne lanciate in favore delle sterilizzazioni perché queste aiutano il moltiplicarsi del randagismo: sono ancora tante le persone che non sterilizzano credendo di evitare una sofferenza alla propria gatta, salvo poi però non riuscire a prendersi cura delle cucciolate e non riuscire a trovare le persone sufficienti e giuste cui affidare i cuccioli. La sterilizzazione ha quindi un valore di salute individuale nei confronti della gatta e sociale nei confronti dei randagi e della comunità umana che ha a che fare con la crescita esponenziale dei gattini abbandonati.