Castrare il cane maschio: è giusto farlo? Ecco tutte le risposte

Se hai preso un cane maschio ti starai probabilmente chiedendo se castrarlo o meno, e quale sia la scelta migliore per la salute generale del cane e il benessere suo e della famiglia in cui vive. Castrare il cane maschio porta delle riflessioni molto diverse rispetto alla sterilizzazione della femmina, che è quasi sempre consigliatissima per molte ragioni. Nel cane maschio, invece, l’intervento di sterilizzazione (che si chiama anche castrazione) deve essere valutato con alcuni pro e contro.

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Castrare il cane maschio: è giusto farlo? Ecco tutte le risposte

La castrazione del cane maschio, infatti, può avere sia dei vantaggi che degli svantaggi. In genere la riflessione che i padroni fanno è legata soltanto alla possibilità che il cane avrà di procreare oppure meno. E la decisione è direttamente conseguente: se avrà modo di accoppiarsi, lo si lascia intero, se invece si sa già che non si procederà ad accoppiamenti, in genere si decide di procedere alla castrazione. Questo passaggio, un po’ “automatico” per la maggior parte dei padroni, non tiene conto di alcuni altri fattori importanti nella decisione.

Premesso che la decisione migliore da prendere va sempre confrontata con il proprio veterinario e, magari, con un comportamentalista, bisogna tenere presente diversi fattori nella scelta di castrare il proprio cane maschio. La castrazione rimuove l’istinto sessuale del proprio cane, e di conseguenza riduce i possibili comportamenti molesti legati ad esso. Ciò significa che la castrazione, ad esempio, può ridurre sensibilmente la tendenza del cane al vagabondaggio (molto importante da considerare se abitate in zone non urbane con ampi spazi aperti, ndr); quella al marcamento del territorio, anche in casa, e l’eventuale aggressività con altri esemplari maschi in momenti di socializzazione. Questo vuole anche dire che se il vostro cane non ha tendenza a sviluppare atteggiamenti di questo tipo, il comportamento non induce ad una valutazione automatica favorevole alla castrazione. Una castrazione precoce, anzi, potrebbe innalzare il livello di timidezza e della conseguente aggressività legata ad altri timori, come quello di essere aggredito.

Ci sono poi da valutare gli aspetti di prevenzione sanitaria: la castrazione previene l’insorgenza di tumori testicolari e prostatici (in questo caso con incidenza fino all’80%), e di fistole e adenomi perianali, ma porta anche il cane ad una leggera propensione all’obesità, al diabete, e una possibile leggerissima incidenza (nell’ordine dello zero-virgola) di osteosarcomi ed emangiosarcomi. La presenza di patologie come il testicolo ritenuto o l’iperplasia prostatica richiedono invece l’intervento.

Qualora decideste per una castrazione preventiva, ricordate sempre di effettuarla una volta completato lo sviluppo del vostro cane, dopo i 12-24 mesi. Ricordate che la socialità e la possibilità che il cane vaghi libero sono fattori fondamentali nella decisione sul vostro cane. Se avete un cane che potenzialmente potrebbe contribuire alla crescita del randagismo, ad esempio, perché lasciato libero di vagare senza la responsabilità (vostra) delle eventuali cucciolate, la castrazione può diventare un comportamento eticamente corretto verso la società, che dà la possibilità di contenere un fenomeno purtroppo ancora troppo presente e con rischi di espansione.