Cosa succede a chi mangia cipolle germogliate? Ecco la verità

Le cipolle sono utilizzate da millenni sia nell’ambito culinario che come alimento che come parte della medicina tradizionale.

Questi bulbi sono coltivati da millenni, venerati dagli Egizi e non meno considerati da parte di Greci e Romani, status che hanno mantenuto anche nei secoli successivi, dove l’importanza della cipolla ha trovato nuovi utilizzi anche al di fuori del contesto gastronomico. Le proprietà nutritive un tempo considerate quasi magiche, oggi sono facilmente spiegate dalla scienza.

Cosa succede a chi mangia cipolle germogliate? Ecco la verità

I bulbi delle cipolle crescono sotto terra, e come per le patate continuano a germogliare anche dopo essere state raccolte, fa parte del ciclo di vita di questi vegetali. La germogliatura è condizionata dalle condizioni atmosferiche, dalla tipologia di cipolla ma anche dal terreno.

A dispetto delle patate, le cipolle possono germogliare anche se opportunamente conservate ma rispetto ai tuberi sopracitati, questi sono commestibili e non portano a vere controindicazioni, se i germogli appaiono sodi al tatto e non “vuoti”. La germogliatura delle cipolle evidenzia il ciclo di vita della cipolla ma non “l’ultimo stadio”. Anzi, sono in molti a preferire il consumo dei germogli, considerata una parte particolarmente nutriente dell’ortaggio.

Una cipolla eccessivamente germogliata potrebbe risultare un po’ più amara ma l’importante è che non sia raggrinzita, quello sì è un segno di invecchiamento e può provocare effettivamente problemi intestinali e reflusso gastrico, oltre che irritazioni all’apparato digerente, mentre bisogna assolutamente evitare le cipolle marce che possono avere anche un effetto particolarmente malevolo per l’intestino.

cipolle germogliate