Cosa succede a colesterolo e glicemia se mangi 15 anacardi al giorno? Ecco la risposta

Sempre più diffusi sotto forma di frutta secca o anche creme spalmabili e prodotti simili, gli anacardi, ossia i “frutti” degli anacardi, hanno origine “tropicale”, essendo provenienti dalla foresta Amazzonica (sono associati alla regione brasiliana del Maranhão (in patria sono conosciute come noci di acajou o acagiù).

Spesso non sono visti di buon occhio dal punto di vista nutrizionale, essendo leggermente diversi per proprietà nutritive ad altre forme di frutta secca: le dosi di grassi saturi sono più elevate rispetto alle noci ed un maggiore apporto di alcune tipologie di sali minerali, come selenio e zinco, oltre ad un denso apporto di proteine e fibre, caratteristica questa che condivide con altre tipologie di frutta secca. Risulta difficile per chi segue una dieta di stampo mediterraneo, collocarli in modo efficace all’interno della dieta, almeno per alcuni.

Cosa succede a colesterolo e glicemia se mangi 15 anacardi al giorno? Ecco la risposta

15 anacardi rappresentano un contenuto proteico e calorico non indifferente (100 grammi di queste noci “vale” oltre 550 calorie), ma si rivelano incredibilmente benefici se consumati, sopratutto per chi soffre di patologie legate al cuore, ed al colesterolo: i grassi “buoni” contenuti negli anacardi infatti contengono grassi monoinsaturi come l’acido oleico e l’acido palmitoleico che aiutano a ridurre il colesterolo cattivo (LDL) e ad aumentare il colesterolo buono (HDL) nel sangue.

Lo stesso acido oleico risulta essere particolarmente interessante per tenere sotto controllo i livelli di glicemia alti, contribuendo ad una più efficace azione dell’insulina, grazie anche al contenuto di fibre.

Il loro consumo è meno consigliato per chi ha difficoltà digestive congenite, data la struttura complessa, provocando eventuali irritazioni e problemi all’apparato digerente, anche se è piuttosto difficile subire degli effetti evidenti: 15 anacardi apportano dalle 25 alle 30 calorie, un apporto “giusto” per un organismo che svolge una discreta attività fisica.

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