- Il Superbonus 110% è prorogato di 12 mesi nei crateri sismici del 2009 e 2016.
- La proroga vale solo per immobili nei comuni colpiti dei crateri di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.
- Cessione del credito e sconto in fattura sono confermati per domande presentate dal 30 marzo 2024.
- La detrazione in dichiarazione dei redditi resta ammessa solo fino al 31 dicembre 2025.
Superbonus 110% prorogato per i crateri sismici: cosa cambia per il 2026
Il Superbonus 110% resta valido per altri 12 mesi nei territori colpiti dai terremoti del 2009 e del 2016, offrendo nuove opportunità per la ricostruzione degli immobili danneggiati. Questa proroga riguarda esclusivamente i comuni inseriti nel cratere sismico di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, dove è stato dichiarato lo stato di emergenza a seguito dei sismi del 6 aprile 2009 e del 24 agosto 2016.
I dati confermati da fonti autorevoli indicano che la detrazione del 110% potrà essere fruita fino al 2026, ma solo per interventi su edifici situati all’interno di queste specifiche aree. Si tratta di una misura che intende sostenere la ricostruzione e la messa in sicurezza del patrimonio edilizio pubblico e privato nei territori maggiormente colpiti dagli eventi sismici degli ultimi quindici anni.
Ambito di applicazione: dove e per chi vale la proroga
La proroga del Superbonus 110% si applica unicamente agli immobili situati nei comuni classificati come cratere sismico, ossia quei territori che hanno subito gravissimi danni a seguito dei terremoti del 2009 e 2016 e per i quali è stato ufficialmente dichiarato lo stato di emergenza. Questi comuni si trovano nelle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.
Non sono incluse nella proroga le zone sismiche 1, 2 e 3 al di fuori del cratere: solo chi ha immobili nei comuni ricompresi nei decreti emergenziali può accedere al beneficio potenziato. La misura, dunque, non si estende a tutto il Centro Italia, ma resta circoscritta alle aree che hanno subito i danni più gravi e che sono state oggetto di specifici provvedimenti governativi per la ricostruzione.
Le novità per cessione del credito e sconto in fattura
La possibilità di optare per la cessione del credito o per lo sconto in fattura, due strumenti che hanno permesso a molti cittadini di sostenere le spese senza anticipare liquidità, è stata confermata per le istanze di contributi pubblici presentate dal 30 marzo 2024. Rientrano nella proroga anche le spese sostenute nel 2026 che risultano eccedenti rispetto al contributo pubblico per la ricostruzione.
Questo significa che chi presenta domanda di contributo pubblico dopo tale data potrà comunque avvalersi delle opzioni alternative alla detrazione diretta, ma solo per le spese che superano l’importo riconosciuto per la ricostruzione. Si tratta di una precisazione importante, che distingue tra l’agevolazione per la parte coperta dal contributo pubblico e quella aggiuntiva a carico del privato.
Detrazione in dichiarazione dei redditi: limiti temporali
Per quanto riguarda la detrazione in dichiarazione dei redditi, la legge prevede che questa sia ammessa fino al 31 dicembre 2025 per le spese sostenute che eccedono il contributo pubblico. Non è invece prevista la proroga della detrazione fino al 2026 per questa tipologia di spese: la finestra temporale per le detrazioni dirette resta quindi più ristretta rispetto a quella concessa per la cessione del credito e lo sconto in fattura.
In altre parole, chi sostiene spese eccedenti il contributo pubblico potrà continuare a beneficiare del Superbonus al 110% come detrazione IRPEF solo per le spese effettuate entro la fine del 2025, mentre per le spese del 2026 sarà possibile utilizzare esclusivamente le opzioni alternative (cessione o sconto) se la domanda di contributo è stata presentata dopo il 30 marzo 2024.
Riferimenti normativi: la Legge 118/2025
L’attuale quadro normativo è regolato dalla Legge 118/2025, che ha convertito il cosiddetto DL Omnibus 95/2025. Questa legge ha stabilito con chiarezza la proroga del Superbonus 110% per i comuni del cratere sismico, definendo i limiti temporali e le modalità di accesso alle opzioni di cessione del credito e sconto in fattura.
- La proroga riguarda esclusivamente gli immobili nei comuni del cratere sismico colpiti dai sismi del 2009 e 2016.
- Le opzioni per la cessione del credito o lo sconto in fattura sono valide solo per istanze di contributo presentate dal 30 marzo 2024 e per spese eccedenti il contributo di ricostruzione sostenute nel 2026.
- La detrazione diretta in dichiarazione dei redditi è ammessa fino al 31 dicembre 2025 per le spese eccedenti il contributo pubblico.
- La Legge 118/2025 regola l’estensione e i limiti di tali misure.
Impatto sul territorio: opportunità e limiti
L’estensione del Superbonus 110% rappresenta una leva importante per accelerare la ricostruzione e migliorare l’efficienza energetica e la sicurezza sismica degli edifici nei centri storici e nei borghi più colpiti. La possibilità di usufruire ancora per 12 mesi della detrazione massima consente ai cittadini e alle imprese locali di programmare gli interventi con una maggiore tranquillità finanziaria.
Tuttavia, i limiti introdotti dal nuovo quadro normativo impongono una maggiore attenzione alle tempistiche e alle modalità di presentazione delle domande, soprattutto per chi intende accedere alle opzioni di cessione del credito o sconto in fattura. La distinzione tra spese coperte dal contributo pubblico e spese eccedenti rappresenta uno degli elementi chiave per la corretta applicazione della norma.
Come accedere al Superbonus prorogato
- Verificare che l’immobile oggetto di intervento sia ubicato in un comune del cratere sismico riconosciuto dai provvedimenti emergenziali.
- Presentare l’istanza di contributo pubblico, prestando attenzione alla data del 30 marzo 2024 come spartiacque per l’accesso alle opzioni cessione/sconto sulle spese eccedenti il contributo.
- Effettuare le spese per gli interventi di ricostruzione e riqualificazione energetica entro i termini previsti (31 dicembre 2025 per la detrazione in dichiarazione dei redditi; 2026 per cessione/sconto in fattura sulle spese eccedenti con istanza post 30 marzo 2024).
- Conservare tutta la documentazione necessaria a dimostrare la conformità degli interventi e il rispetto dei requisiti normativi.
Il ruolo delle istituzioni e le prospettive future
Le istituzioni centrali e locali sono chiamate a vigilare sull’applicazione corretta delle nuove regole, garantendo che le risorse pubbliche vengano indirizzate efficacemente verso la ricostruzione dei territori più fragili. La proroga del Superbonus 110% si inserisce in un quadro più ampio di misure per la resilienza sismica e la sostenibilità energetica, allineandosi agli obiettivi europei di decarbonizzazione e sicurezza degli edifici.
Nel prossimo futuro sarà fondamentale monitorare l’andamento della spesa e le ricadute concrete sulla qualità della vita dei residenti nei comuni del cratere, con particolare attenzione all’efficacia delle opzioni alternative di accesso al beneficio e al rispetto delle scadenze fissate dal legislatore.
Conclusioni
La proroga del Superbonus 110% per i territori colpiti dai terremoti del 2009 e 2016 offre una risposta concreta alle esigenze di ricostruzione e rilancio delle aree interne di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. La misura, regolata dalla Legge 118/2025, pone limiti chiari in termini di ambito territoriale, tempistiche e modalità di accesso alle agevolazioni, ma conferma l’impegno dello Stato nel sostenere la rinascita delle comunità più colpite dalle emergenze sismiche degli ultimi anni.
Roberto Ferrari
Imprenditore e Business Angel
Founder di diverse startup di successo. Condivide la sua esperienza su strategie aziendali, leadership e gestione del capitale di rischio, offrendo mentorship virtuale aspiranti imprenditori.






